Category Archive : Eventi

Barbecue americano e distillati 1

Barbecue americano e distillati

Si avvicina l’estate e viene voglia di un bel barbecue americano. Torna in Italia il ‘Prime Uve Invitational Barbecue Championship‘ Europeo dedicato al barbecue americano e ospitato dalla Distilleria Bonaventura Maschio il 2 e 3 luglio 2016 a Gaiarine (Tv).

Saranno ben diciotto i team selezionati tra le migliori squadre europee che si sfideranno nelle sette categorie previste dal concorso; oltre alle quattro classiche delle gare americane (maiale, punta di petto di manzo, costine e pollo) se ne sommano tre legate ai distillati Prime Uve (Bianche, Nere e Oro).

”Dato che in Europa ancora non esisteva una competizione internazionale di spessore in cui la cultura del barbecue incontra quella dei grandi distillati – spiega Anna Maschio, cotitolare della Bonaventura Maschio – abbiamo pensato di organizzarla all’interno della nostra distilleria, inserendo tre categorie dedicate ai nostri distillati d’uva che le squadre dovranno dimostrare di saper utilizzare”. Saranno 24 i giudici che degusteranno le preparazioni alla cieca, votando aspetto visivo, gusto e morbidezza. Nel corso della manifestazione si terrà anche una masterclass di Steven Raichlen, conteso dalle tv americane per la grande competenza in materia di barbecuing e grilling, noto in Italia per il programma ‘Il mago del grill’ in onda su Gambero Rosso Channel.

I migliori Chef internazionali a Vinòforum 2

I migliori Chef internazionali a Vinòforum

Ci sarà una selezione dei migliori chef internazionali a Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, l’appuntamento attesissimo dai food&wine lovers della Capitale, in scena da venerdì 10 a domenica 19 giugno 2016 presso gli appositi spazi, di ben 10mila metri quadri, di Lungotevere Maresciallo Diaz.

Tra i format all’interno di Vinòforum 2016 dedicati all’alta cucina spiccano Cantine da Chef International Edition e Chef’s Table, per i quali 20 nomi noti, e stellati di chef internazionali, si esibiranno ai fornelli alla ricerca dell’abbinamento perfetto con i vini di importanti cantine presenti alla XIII edizione della kermesse capitolina.

Novità assoluta di quest’anno sarà Cantine da Chef International Edition: 10 chef stellati – uno a sera per tutta la durata della manifestazione – provenienti dalle principali città europee, e non solo, proporranno dei percorsi di 3 portate pensati per accompagnare le etichette di alcune delle migliori aziende del Bel Paese. Per tutti gli chef partecipanti inoltre si tratterà della prima esibizione su suolo italiano, un’occasione decisamente da non perdere. Sarà così che a partire dai primi giorni di eventi in cui lo chef belga Gary Kirchens, del ristorante La Villa Lorraine di Bruxelles, e Paul Ivic del Tian di Vienna, affiancheranno le loro creazioni ai vini di rinomate cantine italiana.

A viaggiare in coppia con Falesco sarà Jan Hendrix, dello Jan di Nizza, mentre uno dei più grandi sushi chef d’Europa, Takuya Watanabe dello Jin di Parigi, farà da parring partner all’azienda Caldaro. Gli olandesi, Joris Peters, del Aan De Zweth, e Rogier Van Dam, del Lastage, saranno i compagni di viaggio rispettivamente di Negrar e Collavini, mentre il cuoco “itinerante” libanese, Joe Barza, costruirà un menu su misura per le migliori etichette di Cecchi. Chiusura affidata ad Alexandros Ioannou, del ristorante Sinne di Per Chef’s Table salgono in cattedra le più prestigiose Maison di Champagne – Krug, Dom Pèrignon, Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Ruinart – che “affideranno” le loro rinomate cuvée nelle mani di un parterre di stellati italiani con pochi eguali in manifestazioni di questo genere. In mezzo, tra Giuseppe Costa del ristorante Bavaglino, che aprirà le danze venerdì 10 giugno, e Gianfranco Pascucci, che chiude domenica 19, ci saranno Peter Brunel, Massimo Viglietti, Luigi Taglienti, Michele Deleo, i fratelli Costardi, Heinz Beck, Francesco Apreda e Lorenzo Cuomo.

Un solo tavolo, 20 posti e una cena a sera che coinvolgerà tutti i sensi, perché ogni chef potrà esprimere il suo mood non solo attraverso i piatti, ma anche attraverso videoproiezioni e playlist musicali.

“Quella del 2016 – afferma Emiliano De Venuti, ideatore e organizzatore di Vinòforum – sarà un’edizione ricca di appuntamenti e spunti interessanti, sia per il pubblico di appassionati quanto per quello di operatori del settore. Vinòforum crede fermamente che nuove esperienze di consumo permettano una maggiore consapevolezza dei prodotti, per questo lavoriamo a format unici che mettono in continua sinergia il mondo dell’alta cucina e quello vitivinicolo. A dimostrazione di ciò i due format Chef’s Table e Cantine da Chef Internationl Edition, entrambi palcoscenici importanti sia per gli chef che vi partecipano che per le cantine”.

Vino, Vespa e Sigaro Toscano 3

Vino, Vespa e Sigaro Toscano

Tutto pronto ormai anche in Toscana per la ventiquattresima edizione di Cantine Aperte, il format enoturistico promosso dal Movimento Turismo del Vino della Toscana che torna quest’anno dal 28 al 29 maggio in tutti i territori del vino toscano. Un record di partecipazione quest’anno con oltre 80 cantine del Movimento che già hanno aderito all’iniziativa. Un fine settimana di appuntamenti all’insegna dell’enoturismo che quest’anno in Toscana si caratterizza grazie al binomio Vespa e Sigaro Toscano. «Abbiamo scelto di offrire agli appassionati del vino la possibilità di godersi queste due giornate accompagnati da due grandi brand del Made in Tuscany – spiega il presidente del Movimento Turismo del Vino Toscana, Violante Gardini – ovvero la Vespa (ai suoi 70 anni di età) e il Sigaro Toscano (simbolo dello slow life)».

 

I programmi.

Arezzo. A Camperchi, in pieno rispetto del tema, ospiterà gli appassionati con il gelato di Palmiro Bruschi che per l’occasione ha realizzato un gusto particolare al sigaro toscano. Il Borro ospiterà nel borgo le Vespe, mentre per le giornate sono organizzate anche gite a cavallo. La Tenuta La Pinetaorganizza per l’occasione la mostra fotografica dal titolo “Il paesaggio rurale toscano negli scatti di David Butali”. La Tenuta Vitereta invece propone la degustazione dei propri vini in abbinamento a salumi tipici locali.

 

Firenze. All’Agricola Tamburini di Gambassi Terme si degustano i sigari toscani con le ultime annate in commercio. Visite guidate nella spettacolare cantina diAntinori, a San Casciano Val di Pesa, al Podere dell’Uliveto si spiega come nasce un grande vino e sempre nel comune a Terre di Perseto la mostra Mostra di pittura di Lara Francini e Rebecca Serchi “DivinArt”. A Greve in Chianti il Castello di Querceto e Carpineto aprono le porte ai vespisti. Visita al forte e alle cantine storiche al Castello di Verrazzano, a Villa Calcinaia invece si aprono i giardini storici. Sempre a Greve a Villa Vignamaggio degustazioni guidate. A Vaglia, presso Camposilio, si gioca nei vigneti, a pool soccer e si degustano vini in abbinamento ai sigari toscani. Alla Fattoria Casagrande di Figline Val d’Arno si aprono le porte anche del museo della civiltà contadina. La tenuta di Ruffino di Poggio Casciano, a Bagno a Ripoli, propone “vino e polpette”, mentre a Vinci la Tenuta Bacco a Petroio abbina i vini a pranzi e cene particolari.

 

Grosseto. Alla Fattoria Acquaviva di Manciano i vini si degustano in contemplazione delle sculture di Bozena Krol-Legowska. A Sovana la Fattoria Aldobrandesca mette a disposizione una visita dei vigneti e delle cantine. Apre le porte della cantina ipogea anche la Fattoria Le Mortelle a Castiglione della Pescaia. A Gavorrano, a Rocca di Frassinello, si potrà degustare anche un vino conciato alla maniera degli etruschi. Degustazioni anche ad Albinia, allaTenuta La Parrina, alla Tenuta dell’Impostino a Paganico e a Manciano presso i Vini Montauto. Alla Tenuta Val delle Rose di Grosseto degustazioni e visite ai vigneti.

 

Lucca. Alla Fattoria di Fubbiano di Capannori un ricco buffet di vini e delicatezze, per una giornata di assaggi enogastronomici all’aria aperta. A Montecarlo di Lucca, presso la Tenuta del Buonamico, si potranno degustare vini e oli e fare visite in cantina.

 

Pisa. Nel territorio di San Miniato, Agrisole propone una camminata nei vigneti con degustazione, Cosimo Maria Masini ospita Paolo Parisi con le sue padelle prepara pasta vegetariana e carni grigliate, poi ancora un angolo dei formaggi, formaggi di capra e di pecora, una Mostra fotografica: “Viaggiare per conoscere. Sguardi sul mondo nelle foto di Lucia Zullo” e infine musica e canti della tradizione toscana. Sempre in questa zona Pietro Beconciniaccompagnerà i suoi vini di punta con lo streetfood dello Chef Ivan. Degustazioni invece nella Tenuta di Montalto. Nel comune di Pisa merende e vino di qualità presso Fattorie Toscane e Degli Azzoni Avogadro. Nella splendida cornice di Varramista, a Pontedera, l’apertura eccezionale della villa Piaggio e dei giardini. Mentre a Palaia, Usiglian del Vescovo propone una passeggiata tra i fossili.

 

Prato. Nella zona di Carmignano si parte con Il Sassolo che propone una mostra fotografica di Tommi Massimo e una mostra di pittura del maestro Giovanni Maranghi. Degustazioni guidate alla Fattoria Ambra, alla Fattoria di Bacchereto, mentre l’Immobiliare Castelvecchio propone olio, grappa e assaggi tipici di crostini, dolci, formaggi e Showcooking di Daniele Persegani. La Tenuta di Artimino apre le porte della splendida villa medicea La Ferdinanda, cuore della proprietà e patrimonio Unesco, e sarà animata da visite guidate, degustazioni di miele, cioccolata, sigari, show cooking con i prodotti dell’orto della Tenuta, laboratori didattici per bambini, musica e molto altro. Degustazioni anche nella Tenuta di Capezzana.

 

Siena. Saranno ben trentatre le cantine della provincia di Siena ad aprire le porte ai visitatori nelle giornate di sabato 28 e domenica 28 maggio.

Nel Chianti Classico. Badia a Coltibuono apre le porte della tenuta e dei giardini all’italiana. Degustazioni nella tenuta del Barone Ricasoli, Cantalici – L’Antica fornace di Ridolfo, al Castellare di Castellina, al Castello d’Albola, al Castello di Fonterutoli – Marchesi Mazzei, al Castello di Radda. Pranzo della domenica a Felsina, degustazioni da Melini, Rocca delle Macie, alla Tenuta di Lilliano.

Nella patria del Brunello di Montalcino. Al Casato Prime Donne degustazione enomusicale con 4 vini assaggiati in parti diverse della cantina insieme ai brani scelti dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Piccoli assaggi di cibi tipici. Al Castello Banfi visita dell’enoteca del Castello e delle cantine. A Col d’Orcia la visita dei vigneti sarà seguita da una degustazione. Degustazioni a Col di Lamo, alla Fattoria dei Barbi (dove sarà possibile anche degustare i piatti della Taverna). A Podere le Ripi saranno spiegate le particolari piante di Brunello, ad alberello e bonsai. Degustazioni di Brunello e Rosso di Montalcino al Poggione, presso le Tenute Silvio Nardi, a Val di Suga e a Villa Le Prata.

Nella patria del Vino Nobile di Montepulciano. Degustazioni tutta la giornata presso Canneto, mentre Bindella propone la scoperta dei vigneti e gli abbinamenti con il sigaro toscano. Porte aperte anche presso la Casa Vinicola Triacca, in centro presso le storiche cantine Contucci e presso la Fattoria della Braccesca alla scoperta dei territori confinanti tra Montepulciano e Cortona. Salcheto farà degustare i vini nella innovativa cantina off greed, mentre la bottaia storica della Vecchia Cantina farà da richiamo ai tanti appassionati. Vintage Tours e la Strada del Nobile propongono gite in vespa nei vigneti della prima Docg italiana.

Altri territori. Passeggiate tra i filari a Colle di Val d’Elsa presso il Borgo Santinovo, distillati e grappa presso le Distillerie Bonollo di Torrita di Siena, mentre l’Enoteca Emporio Mediterraneo di Siena propone alcune degustazioni dei grandi vini di tutto il territorio e non solo. A Monteriggioni la Tenuta Bichi Borghesi organizza la degustazione dei propri vini.

 

Cantine Aperte. E’ l’evento enoturistico più importante in Italia. Dal 1993, l’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Cantine Aperte è un marchio di proprietà del Movimento Turismo del Vino, registrato e protetto giuridicamente per contrastarne qualunque abuso/imitazione e garantire ai consumatori qualità e professionalità nell’accoglienza, tratti distintivi delle cantine MTV.

 

Per scoprire le aziende aderenti a Cantine Aperte e i relativi programmi è in aggiornamento la pagina dedicata all’evento su www.mtvtoscana.com.

Appuntamento con Vinòforum 4

Appuntamento con Vinòforum

Da venerdì 10 a domenica 19 giugno 2016, torna l’appuntamento con Vinòforum – Lo Spazio del Gusto, kermesse dedicata al vino e al cibo di qualità, in scena presso Lungotevere Maresciallo Diaz a Roma.

Dieci giorni di incontri con vignaioli e grandi chef, degustazioni, show cooking, lezioni didattiche, laboratori e tanto altro per un’edizione, la XIII, che per quest’anno ha in serbo grandi sorprese.

Questi i numeri, da capogiro, di una manifestazione che si presenta alla grande:

  • uno spazio di 10mila metri quadri
  • 500 cantine vitivinicole
  • 500 etichette in degustazione
  • 30 grandi chef
  • 10 maestri pizzaioli
  • 20 temporary restaurant

Protagonista indiscusso della manifestazione è il vino, grazie alla partecipazione delle più rinomate aziende vitivinicole italiane ed internazionali che già negli anni passati hanno saputo attrarre l’attenzione di appassionati e semplici curiosi, operatori ed esperti del settore, ristoratori e chef, la cui affluenza ha toccato nella scorsa edizione la quota di 40.000 presenze. Proprio agli operatori del settore è dedicato il Monday – Sunday Class, pensato per creare e sviluppare opportunità di business. Diversi saranno i momenti dedicati all’alta cucina grazie alla partecipazione di 10 chef stellati, provenienti dalle più importanti città europee, e 10 tra i più grandi cuochi italiani che creeranno dei menu esclusivi in abbinamento con alcune delle più importanti cantine italiane e maison del mondo. Grande attenzione anche alla pizza di qualità: 10 tra i migliori maestri pizzaioli della Penisola incontreranno altrettanti chef stellati, dando vita a eclettiche e gustose collaborazioni a 4 mani. A fare da fil rouge ovviamente il vino con grandi etichette scelte ad hoc.

Dopo il successo della scorsa edizione torna inoltre lo spazio dedicato ai Temporary Restaurant che vedrà l’avvicendarsi di 16 ristoranti italiani e 4 internazionali che per l’occasione proporranno menu gourmet a prezzi da street food.

Ad inaugurare Lo Spazio del Gusto di Vinòforum sarà la Roma Wine & Food Week che, dal 3 al 9 giugno, invaderà tutto il territorio cittadino con un calendario ricco di eventi: corsi di cucina, degustazioni guidate, banchi di assaggio nei musei e nei teatri, incontri culturali, laboratori per i bambini, corsi sulla nutrizione, dedicati a tutti i Wine & Food lovers.

Per non farvi trovare impreparati, date un’occhiata alla nostra rubrica Tutto sul vino!

I 300 anni del Chianti Classico 5

I 300 anni del Chianti Classico

Raccontare un evento storico attraverso una testimonianza unica: il vino. E’ quello che Castelli del Grevepesa ha voluto fare organizzando nelle proprie cantine a San Casciano Val di Pesa (Firenze) un evento per ricordare i trecento anni dai bandi di Cosimo III. «A distanza di 25 anni dalla prima bottiglia di Chianti Classico Clemente VII, vino che anno dopo anno ha conquistato importanti successi in ogni mercato, abbiamo voluto rendere omaggio a questo illustre chiantigiano d’adozione con la produzione della Gran Selezione». Lo ha affermato Ugo Pagliai, Direttore Generale di Castelli del Grevepesa, la più grande cantina produttrice di vini Chianti Classico.

«Abbiamo diciotto vigneti coltivati intorno a quella Pieve di Campòli, spiega Pagliaiche il Cardinale Giulio de’ Medici, ancor prima di salire  al soglio pontificio nel 1523 con il nome di Clemente VII,  per la dolcezza delle colline circostanti apprezzava come soggiorno prediletto. La nostra azienda da sempre seleziona le proprie uve per ottenere vini unici ed originali che possano esprimere le eccellenze dai migliori vigneti. Per questo, nel solco dei successi del nostro Clemente VII, finora realizzato nelle tipologie “Annata” e “Riserva” abbiamo ritenuto importante cimentarci anche nella produzione limitata di “Gran Selezione”, massima espressione della piramide qualitativa del Chianti Classico».

Nel corso dell’evento hanno preso la parola esperti e storici, per sottolineare l’importanza della famiglia dei Medici per l’avvenire del vino toscano. «I Medici, del restoha illustrato durante la serata, il Prof. Zeffiro Ciuffoletti, noto storico dell’Università di Firenze e appassionato di vicende chiantigiane, non furono soltanto abilissimi mercanti e straordinari mecenati, ma come “Principi”, con saggezza e lungimiranza capirono che  valorizzare le risorse naturali ed i frutti della terra avrebbero concorso in modo significativo ad arricchire la propria Signoria: il Bando di Cosimo III, che per la prima volta nel mondo, definisce le zone vinicole, ne è eloquente riprova».

“Protagonista di uno dei momenti più drammatici della storia del Pontificato, eppure uomo politico dai tratti umani”. Così, Clemente VII nel piacevole intervento di  Cristina Acidini, già Sovrintendente del Polo Museale fiorentino.  “Un uomo che non si arrende, – ha raccontato la nota storica d’arte –perché essere Papa vuol dire essere scelti per mandato divino sono le impronte che si colgono nelle raffigurazioni lasciate dal Vasari a Palazzo Vecchio” e che il Sindaco di Firenze ha concesso in uso a Castelli del Grevepesa, perché la preziosa ricchezza del patrimonio culturale fiorentino sono valore aggiunto per l’economia del territorio.

Tra i partecipanti all’iniziativa anche il Consorzio del Chianti Classico che proprio nel 2016 ha organizzato vari eventi dai trecento anni dall’editto. «I vini toscani concorrono fortemente al successo dell’economia agroalimentare del nostro Paese, ed il Chianti Classico che nell’ultimo anno ha ulteriormente incrementato le proprie esportazioniha aggiunto Giuseppe Liberatore, Direttore Generale dell’omonimo consorzionel 2016 celebra i suoi trecento anni di storia da quel 24 settembre 1716, quando il Granduca Cosimo III de’ Medici decise di delimitare con un bando, per la prima volta nella storia, alcuni territori particolarmente vocati per la produzione di vini di alta qualità».

“Una storia secolare, insomma, ha concluso, il Prof. Enzo Benucci, presidente dell’azienda, che, dopo tre secoli, sorso dopo sorso, continua ad affascinare i consumatori di tutto il mondo!”

 

 

Castelli del Grevepesa, il maggior produttore di Chianti Classico. Nella convinzione che l’incanto delle colline chiantigiane siano un prodigio della civiltà fiorentina con il concorso benevolo di una natura dispensatrice di frutti di gran pregio, da cinquant’anni Castelli  del  Grevepesa concorre a valorizzare la viticoltura toscana perseguendo l’obiettivo di produrre qualità, creando giorno dopo giorno innovazioni di prodotto nel rispetto delle tradizioni secolari. Con tre milioni di bottiglie chianti classico prodotte, un volume di affari nel 2015 di tredici milioni di euro  realizzato per oltre la metà oltreconfine, Castelli del Grevepesa è oggi il maggiore produttore imbottigliatore di vini del chianti classico.

Castelli del Grevepesa può contare circa 120 vigneti, che si estendono principalmente nelle zone di Greve in Chianti, Mercatale Val di Pesa, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa. I  vigneti coltivati da Castelli del Grevepesa sono seguiti scrupolosamente dalle potature invernali alla vendemmia da uno staff di agronomi  con lo scopo di verificare lo stato dei vigneti in base all’andamento stagionale. Le uve sono preliminarmente controllate nel proprio laboratorio prima della raccolta fino alla vinificazione dai cantinieri guidati dall’Enotecnico Stefano Mosele che ha l’importante compito di seguire tutto il processo di produttivo, differenziandolo a seconda delle diverse varietà di uve e delle loro caratteristiche con particolare attenzione alla fermentazione alcolica, alla svinatura, al controllo della fermentazione malolattica, ai successivi travasi, alla fase di affinamento in botti e barrique, fino ad arrivare all’imbottigliamento. Ogni operazione è scrupolosamente verificata  dall’Enologo Ugo Pagliai, Direttore Generale dell’azienda.

 

Fonte: comunicato stampa Castelli del Grevepesa

La nuova tappa dello Streetfood Village 6

La nuova tappa dello Streetfood Village

Questo fine settimana (venerdì 20 – domenica 22 maggio) si terrà la seconda edizione dello Streetfood Village a Foligno (Perugia), con la partecipazione di oltre trenta cibi di strada selezionatissimi della tradizione italiana e non soltanto. Nata dalla collaborazione tra l’Associazione nazionale Streetfood, Confcommercio di Foligno e Comune. «Una partnership che prosegue in una città da sempre sensibile alla qualità del cibo e dei sapori – spiega Massimiliano Ricciarini, fondatore e presidente dell’Associazione Streetfood – in un fine settimana di tanti eventi in cui il cibo di strada sarà al centro dell’attenzione, la nostra è comunque l’unica associazione che riunisce e certifica quello di qualità, sulla base di un disciplinare vero e proprio».

Allo Streetfood Village Foligno che occupa, oltre a Largo Carducci e Piazza della Repubblica anche Piazza Matteotti, saranno presenti specialità da tutta Italia e dal mondo per far degustare alle migliaia di persone previste i cibi di strada più tradizionali e genuini (vedi l’elenco a fine articolo). Ce ne sarà per tutti i gusti. Dall’utilizzo di ingredienti tipici al rispetto per la storia del prodotto, passando per l’attenzione all’igiene e al rispetto dell’ambiente. E’ per questo che l’associazione nata in Toscana ha dato vita da qualche anno a un vero e proprio decalogo che gli operatori associati e quelli che si assoceranno potranno seguire per marchiarsi del bollino “Artigiano del Gusto”. «Una garanzia quella che la nostra associazione offre – spiega Massimiliano Ricciarini, presidente di Streetfood – dovuta in gran parte alla scelta dei nostri operatori del cibo di strada, selezionati in base a una sorta di disciplinare che racchiude in sé elementi fondamentali, tra i quali quelli igienico-sanitari oltre all’attenzione per la qualità e alla tradizione dei cibi somministrati».

L’evento di Foligno è inserito nel tour che l’associazione promuove in tutta Italia. Questa in particolare è la nona tappa. Saranno presenti tra i cibi di strada molte conferme dell’edizione 2015 come Pastin di Belluno, bombette di Alberobello, arrosticini abruzzesi con hamburger di pecora, paella, ma ci saranno anche nuovi protagonisti: il limebar, il miglior pesce fritto e un’ottima porchetta di Ariccia. Tra le novità: Hamburger di Chianina IGP, panini con Cinta senese cotta a bassa temperatura direttamente sul food truck “Porco Brado”, Cibo di strada etiope come Felafel di ceci e Sambussa, Il Truck “Parmigiano” con torta fritta e un originale hamburger di Culatello, il fritto napoletano e quello dell’aia ma anche carne cotta al BBQ e un’interessante Amatriciana on the road direttamente da Rieti. Tra gli stranieri il gustoso KUrtos Kalacs della Transilvania. Tutto annaffiato da ottima birra artigianale selezionata da Streetfood.

Ecco qui la lista dei cibi di strada presenti:

La tradizione

Sicilia – pane e panelle, pane ca’ meusa, arancine, cannoli e cassatine.

Marche – Il fritto di pesce fresco nel cono di San Benedetto del Tronto (Ap), olive e fritto misto ascolano

Toscana – Lampredotto, Trippa, Ribollita e Cacciucco del trippaio, Hamburger di Chianina Igp, tortelli fritti di patate del Casentino (Ar), fritto misto dell’aia (pollo, coniglio, verdure), pizza e prodotti da forno toscani, panini con Cinta senese cotta a bassa temperatura

Puglia – Bombette e zampina da Alberobello (Ba), puccia salentina con polpo, panzerotti, focaccia barese, pasticciotti leccesi

Lazio – Porchetta di Ariccia e coppiette, Amatriciana “on the road”

Abruzzo – Arrosticini di pecora e altra carne alla brace

Campania – Patata tornado e pasticceria napoletana, fritto misto napoletano

Emilia-Romagna – Piada romagnola, torta fritta con salumi, polpette di carne alla parmigiana, hamburger di culatello

Veneto – Pastin con formaggio e carne delle Alpi bellunesi

Tra gli stranieri:

Grecia – souvlaki, insalata greca e Gyros pita

Spagna – paella e tapas

Romania/Ungheria – Kurtos Kalacs

Etiopia – Ketfo, Felafel, Sambussa

U.S.A. – specialità di carne al Barbecue

Bevande: cocktail a base di lime e frutta fresca e spremute di melograno, birra artigianale friulana e toscana a marchio Streetfood® oltre ad acqua, bibite analcoliche e vino dei territori di provenienza dei cibi di strada presenti.

Non puoi andare a Foligno? Allora controlla dove si trova il tuo camioncino StreetFood preferito con la nuovissima app WeStreet!

Community wine & food: il modo nuovo per risparmiare 7

Community wine & food: il modo nuovo per risparmiare

Domenica prossima a Roma si terrà la presentazione di Vinix Grassroot Market, una nuova community wine & food, un modo nuovo di concepire l’acquisto e la vendita di prodotti enogastronomici su internet, dove le persone sono parte attiva nel processo distributivo, che è quindi caratterizzato da un sistema diretto, senza intermediari e con prezzi realmente decrescenti all’aumentare delle quantità ordinate.

E’ una tendenza oramai chiara nella società di oggi: sempre di più i servizi sono concepiti in modo distribuito e “dal basso”, l’economia tende ad essere condivisa per eliminare gli sprechi e i nostri territori viaggiano verso un sistema globale continuamente interconnesso.

Se volete sperimentare questo nuovo modo di acquistare ed entrare a far parte di gruppi di acquisto già esistenti, potete recarvi domenica 8 maggio alla Città dell’Altra Economia (Largo Dino Frisullo snc, Roma).

Potrete degustare i prodotti delle aziende del Market ed incontrare direttamente i produttori che fanno parte di questo network. Saranno anche presenti gli organizzatori di diversi gruppi di acquisto.

 

Gli espositori di questa edizione:

Cantina Cirotto (TV)

Cantine del Notaio (PZ)

Cantine Valpane (AL)

Capellini Luciano (SP)

Carbone Vini (PZ)

Cascina Clarabella (BS)

Cascina i Carpini (AL)

Fattoria di Palazzo Vecchio (SI)

Fattoria Lavacchio (FI)

Maso Grener (TN)

Olio Bonomo (PA)

Piovene Porto Godi (VI)

Festival agrirock al Castello di Barolo 8

Festival agrirock al Castello di Barolo

Anche quest’anno torna uno dei festival italiani più accattivanti: il festival agrirock Collisioni, da giovedì 14 luglio a Barolo (Cuneo). La storia è di quelle bellissime, un insieme di senso di comunità, condivisione della musica, della letteratura, dell’arte, del buon bere e mangiare. Il tutto è nato quasi in modo naturale, dall’iniziativa di un gruppo di ragazzi nel 2009, e da allora la forza dirompente e travolgente tipica di tutte le cose fatte con il cuore, con passione e determinazione, ha creato uno degli eventi italiani più belli. La stessa determinazione e intraprendenza che nel 2011 dimostrarono gli organizzatori andando a Londra con un volo low cost da 13 euro e 50 a trovare il manager di Bob Dylan per proporgli un concerto in occasione dei 50anni di Blowin’ in The Wind. Il manager li rimandò indietro dicendo di non perdere tempo. Tre mesi dopo Bob Dylan chiamò tramite il suo agente accettando l’invito.

Pieno di vitalità e di energia giovane, questo festival è immerso tra le valli meravigliose delle Langhe, in un paese noto certamente per il vino: Barolo. Il paese sarà palcoscenico di una serie di performance artistiche di diversi tipi, dalla musica al teatro alla letteratura.

La novità di quest’anno vede anche una manifestazione enogastronomica della cucina italiana in modalità street food, con due programmi speciali: WINEMARATHON e FOODMARATHON. Questi eventi si terranno nella fantastica location del cortile del Castello di Barolo, dove si avrà l’occasione non solo di provare prodotti tipici ma anche di imparare e di scambiarsi idee ed opinioni con i più ricercati critici, cuochi, sommelier e artisti. Sabato 16 e Domenica 17 Luglio potrete immergervi tra degustazioni, letture di poesie e rappresentazioni teatrali e non solo, alla scoperta delle nostre tradizioni agricole e culinarie di eccellenza.

Il programma musicale principale prevede:

  • 14 Luglio: Modà
  • 15 Luglio: Elton John
  • 16 Luglio: Marco Mengoni
  • 17 Luglio: Mika
  • 18 Luglio: Niccolò Fabi
  • 18 Luglio: Negramaro
La Sonnambula 9

La Sonnambula

La Sonnambula di Vincenzo Bellini, quarto titolo operistico della Stagione Opera e Balletto 2015-2016 della Fondazione Arena di Verona, ha debuttato al Teatro Filarmonico di Verona domenica 17 aprile 2016.

Regia, scene e costumi portano la firma di Hugo de Ana e sono riprese da Filippo Tonon che dal 2006 ne è assistente alla regia; il M° Francesco Ommassini dirige Orchestra, Coro e cantanti.

Ultima replica: domenica 24 aprile ore 15.30.

Nel 1830 un gruppo di imprenditori milanesi decide di organizzare una stagione artistica autonoma avvalendosi dei migliori cantanti dell’epoca (Giuditta Pasta, Giovan Battista Rubini, Filippo Galli). Il progetto include anche opere nuove da commissionare a due giovani emergenti del panorama operistico: Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini, entrambi affiancati da Felice Romani. Il librettista fornisce a Donizetti l’Anna Bolena e l’opera inaugura la stagione il 26 dicembre 1830, mentre a Bellini un Ernani tratto dal dramma di Victor Hugo che pochi mesi prima aveva destato grande scalpore. Bellini si mette al lavoro, ma verso la fine dell’anno il progetto viene abbandonato, probabilmente a causa della censura o forse per l’intento del compositore catanese di evitare la competizione con lo stesso Donizetti. Il nuovo libretto è tratto da La Somnambule ou L’arrivée d’un nouveau seigneur, un ballet-pantomime di Eugène Scribe e Pierre Aumer del 1827. L’opera viene scritta in appena due mesi e rappresentata per la prima volta al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo 1831, ottenendo fin da subito grande successo.

La Sonnambula appartiene al filone dell’opera semiseria, genere nato alla fine del Settecento come variante sentimentale dell’opera buffa italiana che si proponeva di uscire dalla consueta contrapposizione tra comicità realistico-quotidiana e tragicità aristocratico-eroica. I protagonisti sono uomini e donne comuni, contemporanei, portavoce della dignità morale e sociale delle classi inferiori. Elemento ricorrente nell’opera semiseria è l’elemento bucolico e campestre, sia per continuità letteraria con la favola pastorale cinquecentesca, sia perché l’ideologia del ‘700 individuava nella comunità agreste il luogo topico di virtù naturali e collettive. La Sonnambula rispecchia alla perfezione questi canoni: un villaggio in cui la comunità prende parte al destino dei singoli, un ambiente vivo e presente nei suoni dietro le quinte, una fanciulla innocente che vive la propria sofferenza in uno stato di alterazione psichica. Il topos pastorale è reso in forma stilistica più elevata e classicheggiante senza il tradizionale basso buffo o un antagonista che inneschi un conflitto di potere, e le peripezie dei protagonisti sono il frutto di pura casualità. La drammaturgia diviene pura espressione di sentimenti, ora teneri ora malinconici, trasfigurati attraverso una poetica idilliaca.

Hugo de Ana, regista argentino che firma anche scene e costumi di questo allestimento portato al Teatro Filarmonico nella Stagione Artistica 2006-2007, è lontano dal cercare la spettacolarizzazione fine a se stessa, ma realizza un’ambientazione naturalistica dal gusto squisitamente pittorico. I caratteri onirici dell’opera si traducono quindi con precisa sensibilità ed eleganza ma, come ha dichiarato il regista, “con uno spirito più nostrano. Anche la musica ha una sostanza a tratti “carnale”: basterebbe l’introduzione, addirittura con banda, del coro “Viva Amina”, ripresa da una pagina destinata a un Ernani che poi Bellini non compose mai. Io ci sento gioia, colore a finte forti”.

Il M° Francesco Ommassini, dopo l’ottavo Concerto della Stagione Sinfonica 2014-2015, torna a dirigere l’Orchestra e il Coro preparato dal M° Vito Lombardi.

Nel ruolo della protagonista Amina hanno debuttato Gilda Fiume (17 e 21 aprile) e Irina Dubrovskaya (19 e 24 aprile); Jesús León (17 e 19 aprile) e Giulio Pelligra (21 e 24 aprile) si alternano nel personaggio di Elvino, Sergey Artamonov è Il conte Rodolfo, Elena Serra interpreta Teresa, Madina Karbeli è Lisa, Seung Pil Choi è Alessio, Alex Magri veste i panni di Un notaro.

 

Fonte: Fondazione Arena di Verona

Pizza con farina di Monococco ai Campionati Mondiali 10

Pizza con farina di Monococco ai Campionati Mondiali

Al Palacassa di Parma si concludono oggi i Campionati Mondiali di Pizza alla XXV edizione. Si sono riuniti più di 600 partecipanti e migliaia di visitatori da tutto il mondo per il piatto italiano più popolare. Alla competizione partecipa lo chef Massimo Biale che gareggia in coppia con lo chef stellato Piergiorgio Siviero, nella Categoria “Pizza a Due”, in partnership con Olio Dante.

Pare abbiano realizzato per l’occasione una ricetta inedita che consiste in una pizza condita con Olio Extravergine di Oliva Dante 100% Italiano, e preparata con un grano molto antico, la farina di Monococco. La composizione completa del piatto, però, resta ancora un mistero perché verrà svelata dai due chef solo a gara conclusa.

Ma chi sono i due chef? Piergiorgio Siviero può vantare nel suo curriculum esperienze internazionali e riconoscimenti di primo livello, tra cui una stella Michelin. Ha trascorso quattro anni nelle cucine di Ducasse e, nonostante la giovane età, ha già raggiunto la qualificazione fra i finalisti del premio Bocuse d’Or. E’ stato ospite in tv alla “Prova del cuoco” di Rai1 e fa parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe.

Massimo Biale è Primo Maresciallo dell’Aeronautica e consigliere nazionale dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani. La collaborazione con Olio Dante dura già da qualche anno: nella scorsa edizione della kermesse ha gareggiato nelle sezioni Trofeo “Heinz Beck – Primi piatti in pizzeria” e “Pizza a due”; nel 2015 lo chef, inoltre, ha rappresentato l’Italia al Festival dei Sapori Mediterranei, accompagnato sempre dall’olio sannita. Massimo Biale è anche lo chef di Food Allergy Italia e Maitre Rotisseur della “Chaine des Rotisseur”. Nel 2015 è stato insignito del “Collegio Cocorum” (massima onorificenza della Federazione Italiana Cuochi), è tra i giurati di “Masterchef Pizza” ed è stato ospite a “Tuttofood 2015” nell’agorà “Gluten Free Sensitivity”.
“Sono al fianco di un grande professionista – spiega Massimo Biale – per portare in gara una ricetta basata sulla ricerca e la qualità delle materie prime. Vogliamo dimostrare che per essere moderni e proporre piatti sempre innovativi è fondamentale la scelta degli ingredienti. E’ un onore accostare la mia professionalità e la mia esperienza di chef al piatto italiano più conosciuto nel mondo”.