Piaggio Ciao

Il Ciao, motorino spensierato

Piaggio CiaoTra le migliaia di mezzi storici, tra due ruote o auto d’epoca, che scorrazzano per le strade italiane, ci sono simboli di una storia recente che fanno venire il magone ai meno giovani: un tempo ragazzi spensierati, e oggi neogenitori apprensivi di adolescenti che si muovono per le città con i motorini. In questo post vogliamo parlare del Ciao, ciclomotore prodotto dalla Piaggio, vero antesignano del moderno scooter. Le forme del Ciao sono inequivocabili: struttura semplice ed essenziale, ruote snelle e gli immancabili pedali per metterlo in moto e allo stesso tempo “aiutare” il motore nelle salite più irte. La descrizione, nel dettaglio, del Piaggio Ciao parte dai dati delle vendite: con circa tre milioni e mezzo di esemplari venduti in Italia e in altri Paesi, si pone come il ciclomotore “made in Italy” più diffuso nei cinque continenti. I punti di forza del Ciao, il cui primo modello uscì nel lontano 1967, erano i consumi ridotti e la facilità di guida anche da parte dei meno esperti. Con gli anni, furono aggiunti dei dettagli, come il portapacchi e l’antifurto: quest’ultimo altro non era che un semplice bloccasterzo! Per tenere sotto controllo la velocità, inoltre, sopra il faro era posizionato un contachilometri, mentre in qualsiasi momento si poteva trasformare il motorino in una bicicletta, premendo un perno e iniziando a pedalare! La produzione del Ciao è terminata nel 2006, e già schiere di nostalgici rimembrano questo mezzo di trasporto, associandolo a un’era ormai conclusa. Oggi troviamo nelle strade italiane motorini ipertecnologici, carenati e con mille confort. Ma il fascino del “libertino” Ciao non viene lontanamente eguagliato.

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