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Come il vino influisce sulla quantità di cibo assunto

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Abbiamo più volte ribadito che bere vino comporta notevoli benefici per il nostro benessere e la nostra salute, ma, come in ogni cosa, contano molto le quantità che si assumono che, se eccessive, possono determinare effetti opposti e, addirittura, vanificare i nostri sforzi di mantenere la linea, specialmente ora che possiamo sfoggiare la nostra silhouette in spiaggia nelle calde giornate d’estate.

Ebbene si, secondo alcune ricerche, bere vino, specialmente prima dei pasti, ci spingerebbe a mangiare fino al 25% in più influendo sulla quantità di calorie assunte e, conseguentemente, sul nostro peso forma.

E’ stato condotto uno studio per comprendere il rapporto tra la quantità di vino assunta e le successive “abbuffate”.
Un gruppo di 11 persone è stato sottoposto ad un test suddiviso in tre diverse giornate: in tutte e tre le occasioni i partecipanti ricevevano una colazione in laboratorio e, tre ore dopo, un pranzo di due portate (bruschette e pizza) da mangiare senza limiti, fino a sazietà.

  • Nel corso della prima giornata (di controllo) i soggetti non venivano condizionati in alcun modo, per poter conoscere e tener traccia delle quantità abituali di cibo assunto in condizioni normali, da comparare alle condizioni sperimentali delle giornate successive.
  • Nel corso della seconda giornata (aperitivo) i partecipanti hanno degustato un aperitivo prima del pranzo, assumendo 375 ml di vino rosso (pari a tre bicchieri) prima dei pasti.
  • Durante la terza giornata (co-ingestione) i soggetti hanno consumato vino durante i pasti, assumendone 125 ml con l’antipasto e 250 ml con la prima portata.

Dall’esperimento è emerso che la quantità di cibo assunto è stata innanzitutto maggiore ogni volta che i soggetti hanno bevuto vino (aperitivo: 6436 +/- 435 kJ; co-ingestione: 6254 +/- 417 kJ) rispetto alla situazione di controllo (5125 +/- 262 kJ).
E’ risultato, quindi, che la tendenza ad eccedere nel mangiare è correlata alla degustazione del vino, con un leggero picco nelle quantità se la bevanda viene assunta prima dei pasti.
In secondo luogo, è emerso che l’assunzione di vino prima del pasto (aperitivo) ha influenzato notevolmente la lucidità e la capacità di valutazione dei soggetti, incrementandone la stanchezza.

Smettiamo di bere vino, dunque? Naturalmente no. L’importante è assumerne le giuste quantità, al momento opportuno. Così facendo, scongiureremo i “pericoli” delle abbuffate e, per di più, ci manterremo in salute perché, lo ricordiamo, un po’ di vino fa sempre bene!

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Il Decalogo della Salute: 10 buone abitudini per assicurarsi benessere e longevità

Abbiamo più volte ribadito che un’alimentazione corretta e uno stile di vita sano possono, se non scongiurare, almeno aiutarci a prevenire l’insorgere di patologie gravi per mantenerci in salute più a lungo, senza trascurare il gusto e il benessere psico-fisico.

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (World Cancer Research Fund) ha concluso nel 2007 un’opera di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori, cui hanno collaborato oltre 150 ricercatori, epidemiologi e biologi provenienti dai centri di ricerca più prestigiosi del mondo.

E’ possibile riassumere tutto ciò che si sa sulla relazione tra cibo, sane abitudini e salute in una sorta di “bigino”, in cui sono contenute 10 perle di sapienza che, se non rappresentano la ricetta infallibile per l’elisir di longevità, costituiscono comunque importanti consigli per condurre una vita sana e guadagnarci in salute.

Tali informazioni sono costantemente aggiornate e rivisitate sulla base delle scoperte più recenti e sono disponibili sul sito www.dietandcancerreport.org:

1. MANTENERSI SNELLI

Il peso ideale varia da individuo a individuo e viene stabilito in base a parametri quali il sesso, l’età e l’altezza di ciascuno. Il calcolo del BMI (Indice di massa corporea) indica lo stato di peso di una persona adulta ed è dato dal rapporto fra massa e altezza.
Il BMI si calcola dividendo il proprio peso in Kg per l’altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,74 ha un BMI = 70 / (1,74 x 1,74) = 23,1
Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità, il peso forma rientra nel valore di BMI compreso tra 18,5 e 24,9. Sotto il valore minimo, siamo sottopeso; sopra il valore massimo siamo sovrappeso.

2. PRATICARE ATTIVITA’ FISICA FA BENE ALLA SALUTE

Lo ripetiamo sempre: un po’ di sana attività fisica è ciò che ci vuole per mantenersi in salute. E’ sufficiente anche solo una camminata di almeno mezz’ora al giorno per sentirsi subito in forma. Se poi siete abbastanza diligenti da prolungare l’esercizio fisico e addirittura praticare uno sport, meglio ancora.
Viaggiando molto in auto e trascorrendo molto tempo seduti o stesi sul divano davanti alla televisione o al PC, non aiutiamo la nostra massa muscolare a svilupparsi e a tenersi in allenamento, con tutte le conseguenze che la sedentarietà comporta (ricordiamo, ad esempio, che il cuore è un muscolo).

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3. LIMITARE IL CONSUMO DI ALIMENTI PARTICOLARMENTE CALORICI

Tra gli alimenti ad alto contenuto calorico, figurano i cibi raffinati industrialmente, i prodotti precotti e preconfezionati (ricchi di grassi e zucchero) e i cibi comunemente serviti nei fast food.
Tranquilli, non stiamo dicendo che dovete escludere definitivamente dalla vostra dieta i cibi particolarmente calorici: un peccato di gola ogni tanto non nuoce alla salute, purché il consumo di tali alimenti non diventi frequente.

4. SI’ AI CIBI DI PROVENIENZA VEGETALE

Un’alimentazione a base di cereali non industrialmente raffinati, legumi e un’ampia varietà di frutta e verdura, costituisce un sistema perfetto e naturale per mantenere il peso forma e una salute invidiabile grazie alle proprietà benefiche per l’organismo che tali alimenti possiedono.

5. LIMITARE IL CONSUMO DI CARNI ROSSE

Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Se, tuttavia, siete “carnivori” e non potete farne a meno, nessun problema, purché prestiate attenzione a non superare i 500 grammi alla settimana.

6. ATTENZIONE ALLE BEVANDE ALCOLICHE

Molte di esse sono le principali responsabili delle fluttuazioni di peso, dato il loro contenuto calorico. Pertanto, per chi non è astemio, il limite ideale entro il quale tenersi è l’equivalente di un bicchiere di vino (120 ml) al giorno, preferibilmente durante i pasti.

7. MENO SALE è SEMPRE MEGLIO

Cercate di non consumare più di 5 grammi di sale al giorno e limitate i cibi conservati sotto sale.

8. INTEGRARE CON L’ALIMENTAZIONE I NUTRIENTI DI CUI SI HA BISOGNO

E’ importante seguire una dieta bilanciata, che favorisca il giusto apporto di tutti i nutrienti necessari per il corretto funzionamento dell’organismo e, di conseguenza, la nostra salute. Di qui l’importanza della varietà.
L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro o di altre patologie è invece sconsigliata.

9. L’IMPORTANZA DELL’ALLATTAMENTO

Le buone abitudini per favorire la nostra salute cominciano fin dalla tenera età: quando possibile, allattare i bambini al seno per almeno sei mesi è importante per assicurarsi che crescano sano e in forma.

10. LE BUONE ABITUDINI VALGONO ANCHE PER CHI SI E’ GIA’ AMMALATO

Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.

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Dieta: per perdere peso non conta solo “cosa” ma anche “quando” si mangia

Abbiamo sentito parlare più volte della formula magica per perdere peso: mangiare meno e accompagnare la dieta con del sano esercizio fisico. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che la chiave per il successo della vostra dieta potrebbe risiedere non solo nel “cosa” si mangia (quindi nella quantità di calorie assunte) ma anche nel “quando“.

Finora, le ricerche nel campo dietetico si sono concentrate così tanto su ciò che mangiamo e sui valori nutrizionali degli alimenti che solo recentemente ci si è resi conto che fattori ad oggi completamente ignorati, come le tempistiche e i momenti della giornata in cui mangiare, sono altrettanto importanti

ha spiegato Ruth Patterson, professoressa del dipartimento di medicina familiare e salute pubblica presso l’Università della California, San Diego.

dieta orologio perdere pesoIn questa direzione, il digiuno controllato sta ottenendo buoni risultati rispetto al classico programma di tre pasti fissi giornalieri: un recente studio, infatti, ha evidenziato che evitare il cibo per 12 o 15 ore al giorno comporta un minore aumento di peso ed un miglior controllo dei livelli di zuccheri nel sangue, con effetti positivi sui rischi di patologie come il diabete.
Tuttavia, lo studio è stato effettuato sui roditori, e non è chiaro se le persone potrebbero ottenere i medesimi benefici con analoghe strategie.

Comunque, le evidenze empiriche sembrano davvero suggerire che il digiuno controllato, così come altre soluzioni che prevedano l’assunzione della maggior parte delle calorie nelle prime ore del giorno, possa influire positivamente sulla perdita di peso.

Se l’obiettivo è quello di una modesta perdita di peso o il miglioramento della salute metabolica, allora questa potrebbe essere la strada da percorrere, [ma] se la necessità è quella di perdere molti chili in poco tempo, allora l’attenzione ritorna su ciò che si mangia nel complesso

specifica Ruth Patterson.

I recenti studi di settore, ci hanno permesso di riassumere i risultati in tre linee guida per la perdita di peso e per un maggiore controllo sul nostro metabolismo, che riportiamo di seguito.

Dieta: evitate gli spuntini di mezzanotte

Patterson e suoi colleghi stanno portando avanti alcuni studi per verificare se i benefici del digiuno controllato che sono stati riscontrati sui roditori valgano anche per le persone. Finora, è emerso che le persone che hanno riferito di aver trascorso più ore senza mangiare, dalla cena fino al mattino seguente, hanno effettivamente manifestato un migliore controllo dei livelli di zucchero nel sangue.

Sebbene si tratti ancora di un’ipotesi, Patterson ritiene che evitare ulteriori pasti tra le 8 di sera e le 8 del mattino, influisce positivamente sulla perdita di peso: in questa direzione, la Professoressa e il suo team stanno conducendo uno studio pilota per testare questo programma su un piccolo campione di donne anziane.
Anche se è troppo presto per trarre conclusioni scientificamente attendibili, le donne hanno intanto riferito che il programma per la perdita di peso è sicuramente molto più semplice da seguire rispetto ad una dieta più rigorosa, come quella dei 5 giorni di quasi-digiuno, o altre in cui è necessario prestare molta attenzione alle calorie.

Comunque, se proprio vi capita di rimanere alzati fino a tardi e vi prende quel languorino incontrollabile, le regole del digiuno notturno (come quelle delle diete) non sono assolute e barare di tanto in tanto con una cena a notte fonda in compagnia di amici non è probabilmente un grosso problema, rassicura Patterson.

“Abbuffatevi” entro le 15:00!

In relazione agli studi portati avanti da Patterson, altre ricerche suggeriscono che assumere la maggior parte delle calorie nella prima parte della giornata comporterebbe una maggiore perdita di peso. Uno studio di 20 settimane condotto in Spagna ha evidenziato che gli adulti che hanno concentrato il pasto più importante della giornata prima delle 15:00 hanno ottenuto migliori risultati rispetto ai più “ritardatari”.

Il vantaggio derivante da una strategia di questo tipo sembra derivare dal fatto che siamo programmati per bruciare più energia all’inizio della giornata.

Una regione del nostro cervello (nello specifico, un gruppo di cellule cerebrali situato nell’ipotalamo) si comporta come un orologio biologico e definisce i nostri ritmi circadiani: essa influisce sugli “orologi interni” degli altri organi, come il cuore e il fegato, nonché sull’attività cellulare.
Inoltre, secondo  Frank Scheer, direttore del programma di cronobiologia medica presso il Brigham and Women Hospital di Boston (e uno degli autori dello studio condotto in Spagna), sembra farci metabolizzare meglio i pasti nella prima parte della giornata.

Piluccare o divorare?

Uno studio del lontano 1989 (“Nibbling versus gorging: metabolic advantages of an increased meal frequency” di Jenkins DJ, Wolever TM, Vuksan V, Brighenti F, Cunnane SC, Rao AV, Jenkins AL, Buckley G, Patten R, Singer W) sollevò la convinzione che molti piccoli pasti durante la giornata costituissero una soluzione vincente rispetto alla classica regola dei tre pasti importanti.
Emerse effettivamente che le persone che avevano fatto 17 spuntini in una giornata presentavano livelli più bassi di colesterolo rispetto a quelle che avevano concentrato la stessa dieta in tre pasti.

I pareri degli esperti non hanno trovato ancora consenso comune sul fatto che “stuzzicare” più volte durante la giornata sia più o meno efficace rispetto alla corsa alla dieta e uno studio recente ha evidenziato che due grandi pasti al giorno comportano una maggiore perdita di peso rispetto a sei più piccoli, almeno nelle persone affette da diabete.

Sfortunatamente, non ci sono abbastanza ricerche sull’argomento: l’attenzione verte sempre sulla quantità di calorie assunte e sui valori nutrizionali di ciò che si mangia, tenendo in secondo piano altri fattori che, se debitamente considerati, potrebbero fornire un quadro d’insieme più completo.

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La mela: un salvavita naturale contro ictus e infarto

Una mela al giorno toglie il medico di torno: sembra solo un vecchio proverbio che si ripete per tradizione, ma la scienza ha dimostrato non solo che è vero, ma che la mela può fare anche molto di più.

Secondo i ricercatori dell’università di Oxford, infatti, assumere il frutto regolarmente e nelle giuste quantità contribuirebbe a ridurre i decessi annuali per ictus o infarti: ben 8500 morti in meno all’anno.

Le proprietà benefiche della mela, come quelle della frutta in generale, sono note e risapute: è essenziale per le sue proprietà antiossidanti; inoltre contrasta l’invecchiamento cutaneo, aiuta il movimento intestinale garantendo maggiore regolarità e grazie alla sua capacità di regolare i livelli di colesterolo riduce i rischi di malattie cardiovascolari.

mela salute cuoreTuttavia, non si era mai posta adeguata attenzione al fatto che i suoi benefici sono analoghi a quelli derivanti dall’assunzione di farmaci: i “super poteri” della mela, infatti, sono paragonabili a quelli della statina, il principio attivo che ogni anno salva migliaia di persone da ictus e infarto.

Dagli studi è emerso, però, che soltanto una minima parte della popolazione è diligente ed è disposta ad assumere le quantità raccomandate di frutta necessarie per ottenere tali benefici e gli stessi professionisti insistono sul fatto che sarebbe necessaria una maggiore sensibilizzazione tra la popolazione per diffondere la consapevolezza dei vantaggi di una corretta alimentazione rispetto all’impiego di farmaci almeno in quelle circostanze in cui si ha la possibilità di farne a meno!

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Perdere peso e tenersi in forma? Le parole d’ordine: proteine, equilibrio e varietà

Mantenersi in salute e sentirsi in forma è un dovere verso noi stessi cui dovremmo ottemperare sempre, non solo d’estate per superare la tanto temuta “prova costume”.
Non c’è ragione, quindi, di nascondere la nostra onnipresente pancetta dietro una montagna di maglioni, d’inverno, per poi correre disperati ai rimedi durante la bella stagione in cui, per forza di cose, siamo obbligati a scoprirci, anche perché in questo modo facciamo il doppio della fatica nel tentativo di smaltire i chili di troppo.

tenersi in formaNon è quindi per il giudizio altrui o per conformarci ai canoni estetici imposti dalla moda che dobbiamo adoperarci per tenerci in forma, ma per noi stessi: per piacerci e per sentirci bene e in salute.

Se, tuttavia, la pigrizia e la gola hanno avuto il sopravvento e vi hanno portati ad accumulare un po’ di ciccia per l’inverno in letargo, non disperate! Per rimettersi in forma c’è sempre tempo e modo.

La formula magica (che di magico ha ben poco)? Perseveranza, equilibrio e proteine!

Perché assumere cibi iperproteici aiuta a perdere peso? Perché le proteine hanno un vantaggio “snellente” strettamente legato al processo digestivo di queste sostanze.
A differenza dei glucidi, o zuccheri, che si metabolizzano rapidamente e che vengono convertiti in energia, il processo di scissione delle proteine in elementi più semplici tali da poter essere assorbiti è molto più complesso. Per questo motivo, il nostro corpo fa molta più fatica ed è obbligato a bruciare molte più energie per assimilarle, cosa che si riflette positivamente sul nostro peso.

W le proteine, dunque!

Facendo tesoro di questa piccola chicca, e tenendo sempre presente che una dieta deve sempre essere bilanciata e varia, ricordiamo che le fonti proteiche sono sia animali che vegetali, e per poter ottenere i migliori risultati è sempre bene alternarle nella nostra alimentazione.

Ecco 10 categorie di cibi carichi di proteine che potete inserire nella vostra dieta:

CARNI BIANCHE MAGRE. Pollo, coniglio, tacchino, vitello, cucinate in modo leggero e associate alle verdure. Da consumare 3 volte nel corso della settimana

In forma - uova e funghiUOVA. Ideali per essere abbinate ai carboidrati e plasmabili per qualsiasi tipo di ricetta fantasiosa. Da consumare dalle 3 alle 5 volte a settimana

FUNGHI. S sono tra le migliori fonti proteiche vegetali che Madre Natura mette a nostra disposizione. Ipocalorici e carichi di vitamine e minerali, possono essere assunti anche giornalmente, a patto che non si esageri con le quantità.

PESCE. Ottimo alleato per la nostra salute grazie alle sue proprietà benefiche, può essere gustato in tutte le sue varietà, dai frutti di mare ai molluschi, fino al merluzzo e salmone. Siete amanti del sushi? Unirete l’utile al dilettevole! Da consumare anche 3 o 4 volte nel corso della settimana

legumiLEGUMI. Buoni, salutari e vari, costituiscono un alimento completo, ricco di proteine ma anche di vitamine e di minerali. Possono essere consumati anche tutti i giorni purché ci si limiti nelle quantità.

SOIA E SUOI DERIVATI, COME IL TOFU. leggero, ricchissimo di proteine e ideale per chi è intollerante al lattosio. Da consumarsi 4-5 volte a settimana

CIOCCOLATO. Nella sua variante scura e fondente, oltre alle sue proprietà energizzanti, contiene anche una buona dose di proteine. Di conseguenza, un po’ di dolcezza nella dieta (nella misura di qualche quadratino, senza esagerare!) non guasterà nella marcia verso il peso forma.

In forma - bresaola con rucola e granaBRESAOLA E PROSCIUTTO CRUDO MAGRO. digeribili e sani, si prestano bene per ricette sfiziose finger food e per accostamenti di contrasto con il dolce. Trattandosi di salumi, meglio evitare di consumarli più di una volta (massimo due, per i più golosi) a settimana

YOGURT, RICOTTA E FORMAGGIO (di tipo grana). Sono tra più salutari e sfiziose fonti proteiche derivanti dal latte. Si possono consumare anche ogni giorno, meglio se a colazione per affrontare la giornata con la giusta carica.

FRUTTA SECCA. Contiene ottimi “grassi buoni” e il suo apporto di proteine la rende ideale per perdere peso. Quando vi prende quel “languorino” ma non volete esagerare, scegliete tra noci, mandorle, pistacchi o pinoli (ma la quantità è importante: minima, essenziale. Non più di 2-3 bocconi al giorno)

 

Slow down

Nuovo appuntamento de La Lunga Giornata Mondiale della Lentezza con lo chef Roberto Gugnali

giornata mondiale della lentezzaUn amico in cucina

incontro con lo chef Roberto Gugnali

e i suoi accostaLenti

13 giugno, 2015 ore 11.00, Sala Consiliare

Ziano Piacentino – Il 13 giugno nella Sala Consiliare del comune di Ziano, dalle 11 alle 15 si terrà l’incontro Un amico in cucina, lo chef Roberto Gugnali, preparerà con i presenti e proporrà i suoi piatti e i suoi accostaLenti in un’ atmosfera di leggera convivialità.
Giornata mondiale della lentezza chef GugnaliChef free lance, Gugnali organizza cooking class in abitazioni private o altre location e tiene lezioni di cucina e di private chef nella sua casa e in giro per il mondo.
L’incontro è un appuntamento per creare, assaggiare e condividere momenti di lento e piacevole stare assieme, con i produttori locali Cantina Sociale Vicobarone, La Primogenita, Lusenti Vini e Vitivinicola Valla che sceglieranno i vini giusti da abbinare. Per l’occasione Gugnali ha scelto di proporre una pasta e fagioli estiva, millefoglie di salmone con salsa allo yogurt ed erba cipollina, petto di pollo cotto sottovuoto a bassa temperatura su crema di patate al rafano, ed è curioso di scoprire il segreto dei nostri Tortelli (le sublimi caramelle) e dei Pisarei e fasoeu.

Sempre il 13, ma alle ore 10.30, si terrà nella Sala Consiliare la conferenza stampa di presentazione dell’incontro di studio Superare le barriere mentali: l’accessibilità come chiave della qualità del turismo sulle colline piacentine, un percorso di progettazione partecipata, organizzato dall’ Amministrazione Comunale di Ziano Piacentino con il sostegno della Legge Regionale n.3/2010 della regione Emilia-Romagna che avrà luogo il prossimo 25 giugno.

Dall’ 8 al 13 giugno i produttori della Val Tidone
​Cantina Sociale Vicobarone, La Primogenita, Lusenti Vini e Vitivinicola Valla sono a Milano presso il Primus Caffè, Corso di Porta Ticinese 100, ore 18.00-22.00 per la Fiera del Bianco (e del Rosso) proponendo incontri degustazione di vini prodotti con cura, lentezza e secondo tradizione​.​
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Questi incontri rientrano nella Lunga Giornata Mondiale della Lentezza, giunta alla sua IX edizione, è un progetto ideato da L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus che si configura come un gentile invito rivolto a tutti i cittadini del globo a rallentare per ritrovare un modo di vivere armonico, rispettoso e frugale. La Giornata, lunga e tanto lenta da dar vita a una settimana e più di iniziative, è partita il 7 e si protrarrà fino al 15 giugno concludendosi con un Bed In. I volontari e le volontarie si dedicheranno un giorno di bed-in, ricordando Yoko Ono e John Lennon, passeranno una giornata nel proprio letto (sono sparsi per il mondo) per la lentezza nel mondo e nelle loro vite. Bruno Contigiani e altri temerari della lentezza si troveranno invece da Pedano, viale Umbria 120 – Milano, per un bed-in in vetrina.

La Libreria Fahrenheit 451 di Piacenza partecipa alla Lunga Giornata della Lentezza con una rassegna di libri scelti su buon vino e buon cibo.

Ziano Piacentino ha inaugurato la Lunga Giornata Mondiale della Lentezza 2015 con Mozart da Montalcino alla Valtidone incontro svoltosi il 7 giugno nella Sala Consiliare, con Rossana Fornasier, Vicesindaco Bruno Contigiani, presidente de L’Arte del Vivere con Lentezza Onlus hanno incontrato Giancarlo Cignozzi, l’uomo che sussurra alle vigne, dell’azienda il Paradiso di Frassina in di Montalcino, per condividere il racconto della sua esperienza.

Il programma completo degli eventi su www.vivereconlentezza.it

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Mangiare lentamente fa bene al corpo e allo spirito

Mangiare lentamenteIn occasione dell’evento mondiale della lentezza che si terrà tra il 7 e il 13 giugno non si può che concentrare l’attenzione su una sana abitudine, purtroppo non diffusa quanto dovrebbe, che influisce positivamente sul nostro benessere psicofisico e, perché no, anche sulla linea: l’abitudine di mangiare lentamente.

Secondo numerose ricerche, infatti, degustare i cibi con lentezza, masticando a lungo e senza fretta, determinerebbe una serie di ripercussioni benefiche per l’organismo che, inevitabilmente, si concretizzano anche in una influenza positiva sulla nostra mente.

Sembrerebbe, infatti, che ci siano delle forti correlazioni tra le caratteristiche di un alimento, la velocità di masticazione del cibo, il senso di sazietà e, conseguentemente, l’assunzione di sostanze nutritive e di calorie: i cibi più morbidi, ad esempio (come le puree, le creme, gli stufati, ecc) spingerebbero ad ingerire bocconi più grandi e a ridurre la frequenza di masticazione; per contro, pietanze più consistenti (come la carne, la verdura non passata, la frutta, ecc) determinerebbero un maggiore esercizio della nostra mascella ed un aumento della durata della masticazione, con bocconi di dimensioni più ridotte.

Ma in che modo tutto questo ci fa bene?

1. Mangiare lentamente fa dimagrire in modo sano e aiuta la digestione

Ingerire piccoli bocconi, incrementando la frequenza e la durata della masticazione, influisce sul nostro senso di sazietà, stimolandoci a mangiare il giusto con conseguente ottimizzazione del peso corporeo.
Inoltre, tale abitudine ci aiuta a digerire meglio poiché il cibo viene pre-digerito in bocca, grazie all’azione della saliva, alleggerendo il successivo lavoro per lo stomaco, con minore rischio di incorrere in problematiche digestive come il reflusso gastrico.

2. Mangiare lentamente riduce lo stress e l’ansia

Prendersi il giusto tempo, aiuta a rilassarsi e dedicarsi al semplice gesto del “mangiare” senza pensare ad altro. Ciò permette di godersi appieno il momento della degustazione per il puro piacere di farlo, rallentando i ritmi frenetici imposti dalla quotidianità e, perché no, concedendoci una piccola ribellione contro uno stile di vita sempre di corsa, in cui si ha la sensazione di non avere mai tempo per noi stessi e per le piccole cose.
In questo modo, si riduce lo stress e si gusta davvero il cibo: la cattiva masticazione, infatti, può provocare un malassorbimento di nutrienti essenziali, cosa che influisce negativamente sul nostro organismo e, quindi, sul benessere della nostra mente.
Coccoliamoci un po’, almeno a tavola!

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3. Mangiare lentamente favorisce la socializzazione

Se si guarda ai pasti come ad un momento di relax, in cui staccare la spina e non solo come ad un atto dovuto di nutrimento per la sopravvivenza, ecco che la tavola viene vissuta come un contesto conviviale in cui socializzare e trascorrere del tempo piacevole con amici, parenti o colleghi.
In tal senso, godersi con calma un momento di compagnia, mangiando lentamente, senza frenesia, ed intervallando i bocconi con delle sane chiacchierate, aiuta a regalarsi un attimo di spensieratezza ed influisce positivamente sul benessere psicofisico. Dopotutto, siamo animali sociali.

Quella di mangiare lentamente dovrebbe, quindi, essere un’abitudine molto più diffusa di quanto non lo sia ora e dovrebbe essere uno degli elementi salienti di una corretta educazione alimentare sin dalla tenera età per imparare a volerci bene e a stare bene, partendo dalle piccole grandi cose.